Nel quotidiano contrasto ad una criminalità sempre più specializzata, tecnologica ed “informata”, Porrini 1945 interpreta la filosofia della “Sicurezza” alla ricerca della reale integrazione tra i vari fattori dai quali essa è costituita.
Occorre assegnare la giusta importanza alla Sicurezza Fisica, che deve rappresentare il primo intralcio, con le barriere “passive”, le porte e le serrature. Costituisce poi l’ultimo baluardo con i mezzi di custodia, le casseforti e le “panic room”.
La Sicurezza Attiva, costituita dalla rilevazione elettronica, visiva o software di un’attività non consentita, deve soccorrere la Fisica con l’utilizzo di apparecchiature di adeguato livello, per la realizzazione di sistemi affidabili e sensibili.
La Sicurezza Organizzativa, deve dare seguito di intervento alle informazioni provenienti dai sistemi attivi, consentendo un rapido intervento in soccorso ai sistemi di sicurezza passivi.
Se anche uno solo di questi tre fattori viene trascurato, o male dimensionato, non si raggiunge mai un livello di sicurezza accettabile.
Oggi, la tecnologia consente una reale integrazione dei sistemi, permettendo di interfacciare la Sicurezza di un edificio con possibilità di gestione e remotizzazione delle varie componenti.
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